Quando Alcmena diede alla luce i due gemelli, Era, la moglie di Zeus, era molto incazzata. Non sopportava il fatto di dover andare in giro per l’Olimpo e sentire i risolini e le voci sommesse delle altre dee che parlavano male di lei. A lei la regina dell’Olimpo, la moglie di Zeus, a lei la dea del matrimonio, proprio a lei davano della cornuta. E giustamente questa cosa la mandava fuori di testa. Per di più, manco a farlo apposta, uno dei suoi animali sacri era la vacca. Era non sopportava più nessuno e incominciò a odiare anche tutto il genere umano e in particolare Eracle, che gli stava proprio sulla punta dell’esofago. Giusto per girare il coltello nella piaga, Alcmena aveva chiamato il figlio proprio Eracle, che significa “gloria di Era”. A questo punto la dea, che si sentiva come Oronzo Canà dopo che era stato operato di appendicite in Brasile, decise di passare la sua vita immortale con un unico scopo: uccidere il figliastro Eracle. Non perse tempo e inviò nella culla dei gemelli due grossi serpenti che avrebbero dato filo da torcere anche a Bear Grylls, ma Eracle ancora bambino li strozzò come se fossero due galline. Non c’era nulla da fare: la dea era cornuta e mazziata.
Eracle crebbe come un normale bambino, studiando medicina, tirando con l’arco, uccidendo a mani nude un leone, suonando la lira e scassandola in testa al suo maestro di musica. Dato che lo mandò al camposanto, il patrigno Anfitrione lo allontanò di casa e lo mandò in mezzo alle pecore coi pastori. Avrebbe potuto tranquillamente ucciderli tutti, ma mise la testa a posto e all’età di diciotto anni decise di andarsene e cominciare a fare del bene.
L’eroe non fece mai il guappo in mezzo alla strada, ma appena qualcuno gli faceva brutto, lo ammazzava. Memorabile è la vicenda di Termero che sfidava la gente a capata di ferro: Eracle accettò la sfida e gli sfondò il cranio.
A un certo punto, sentendosi ormai il giustiziere, combinò un gran casino e scatenò una guerra tra Mini e Tebani. Visto che quest’ultimi vinsero soprattutto grazie al figlio di Zeus, il re di Tebe gli diede in sposa la figlia Megara.
Era diventato proprio un bravo ragazzo, si sposò ed ebbe ben otto figli. Poi impazzì e sterminò la famiglia.
Tornato in sé, decise di suicidarsi, ma fu fermato dal suo collega Teseo, l’eroe di Atene (quello del minotauro e del labirinto per intenderci).
Eracle fu invitato a recarsi dall’oracolo di Delfi a cui chiese come espiare la sua colpa. L’oracolo lo mandò al servizio di Euristeo, il quale lo sottopose a prove sovrumane: le dodici fatiche…
…to be continued
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